Successione senza testamento 2026: chi eredita, quote e procedura completa
Guida completa alla successione legittima: ordine degli eredi, quote per ogni situazione, esempi pratici con numeri, documenti e procedura.
- 11 Scenari coperti
- 7-10 Documenti tipici (media)
- 12 Termine legale (mesi)
- €1M Franchigia coniuge/figli (imposta di successione, per beneficiario)
*Senza testamento, la legge stabilisce automaticamente chi eredita e in quali quote (successione legittima).
La successione senza testamento (chiamata successione legittima) è il caso più frequente in Italia. Quando una persona muore senza aver lasciato disposizioni scritte, è il Codice Civile a stabilire chi eredita e in quali percentuali: coniuge, figli, genitori, fratelli e altri parenti, secondo un ordine preciso che non si può modificare.
In questa guida trovi: la tabella completa delle quote ereditarie per ogni situazione (11 scenari), esempi pratici con numeri reali, la spiegazione della rappresentazione (cosa succede se un erede è premorto), il diritto di abitazione del coniuge, i casi particolari (conviventi, unioni civili, figli adottivi) e la procedura da seguire.
- Chi eredita per primo: se ci sono figli – coniuge e figli; se non ci sono figli – coniuge con ascendenti e/o fratelli; se manca anche il coniuge – ascendenti, poi fratelli, poi altri parenti
- Quote: stabilite dal Codice Civile, non si possono scegliere o modificare
- Convivente: NON eredita senza testamento (attenzione!)
- Termine: 12 mesi per presentare la dichiarazione (salvo esonero)
Cos’è la successione legittima
Quando una persona muore senza testamento (o con testamento nullo/annullato), si apre la successione legittima: è la legge a decidere chi sono gli eredi e quanto spetta a ciascuno. Se c’è un testamento valido, vedi la successione con testamento.
La differenza principale rispetto alla successione testamentaria è che non c’è libertà di scelta: le quote sono fisse e dipendono solo dal grado di parentela. Non puoi lasciare più a un figlio rispetto a un altro, né escludere qualcuno dalla successione.
Ordine di priorità degli eredi
Il Codice Civile stabilisce un ordine di priorità tra le categorie di eredi. Le categorie superiori escludono quelle inferiori (con alcune eccezioni per il coniuge).
Coniuge e figli
Hanno sempre diritto all’eredità. Il coniuge concorre con i figli. Se ci sono figli, escludono genitori e fratelli dalla successione.
Genitori e ascendenti
Ereditano solo se non ci sono figli. Il coniuge concorre con loro.
Fratelli e sorelle
Ereditano solo se non ci sono figli né genitori. Il coniuge concorre con loro.
Altri parenti fino al 6° grado
Zii, cugini, pronipoti… Ereditano solo in assenza di tutte le categorie precedenti.
Stato
Se non ci sono parenti entro il 6° grado, l’eredità va allo Stato.
Tabella quote complete (11 scenari)
Ecco tutte le situazioni possibili con le relative quote. Trova il tuo caso e verifica le percentuali.
| Situazione | Chi eredita | Quote |
|---|---|---|
| Coniuge + 1 figlio | Coniuge e figlio | 50% coniuge, 50% figlio |
| Coniuge + 2 o più figli | Coniuge e figli | 1/3 coniuge, 2/3 ai figli in parti uguali |
| Solo coniuge (no figli, no ascendenti, no fratelli/sorelle) | Coniuge | 100% al coniuge |
| Solo figli (no coniuge) | Figli | 100% ai figli in parti uguali |
| Coniuge + ascendenti (es. genitori) – no figli | Coniuge e ascendenti | 2/3 coniuge, 1/3 ascendenti |
| Coniuge + fratelli (no figli, no ascendenti) | Coniuge e fratelli | 2/3 coniuge, 1/3 fratelli in parti uguali |
| Coniuge + ascendenti + fratelli (no figli) | Coniuge, ascendenti e fratelli | 2/3 coniuge, 1/3 diviso tra ascendenti e fratelli (ripartizione ex art. 571 c.c.) |
| Solo ascendenti (no coniuge, no figli) | Ascendenti | 100% agli ascendenti (di regola al grado più vicino; se più ascendenti dello stesso grado, in parti uguali) |
| Solo fratelli (no coniuge, no figli, no ascendenti) | Fratelli | 100% ai fratelli in parti uguali |
| Ascendenti + fratelli (no coniuge, no figli) | Ascendenti e fratelli | 50% ascendenti, 50% fratelli |
| Solo altri parenti (entro 6° grado) | Parenti più prossimi | 100% in parti uguali tra parenti di pari grado |
Esempi pratici con numeri
Vediamo come si applicano le quote a casi concreti.
💰 Esempio 1: Coniuge + 2 figli
Situazione: Mario muore lasciando moglie Anna e 2 figli (Luca e Sara). Patrimonio: €300.000 (casa €200.000 + conto €100.000).
Divisione:
- Anna (coniuge): 1/3 = €100.000
- Luca (figlio): 1/3 = €100.000
- Sara (figlia): 1/3 = €100.000
+ Anna ha il diritto di abitazione sulla casa familiare (vedi sezione dedicata).
💰 Esempio 2: Solo figli
Situazione: Giuseppe muore vedovo, lasciando 3 figli. Patrimonio: €450.000.
Divisione:
- Figlio 1: 1/3 = €150.000
- Figlio 2: 1/3 = €150.000
- Figlio 3: 1/3 = €150.000
💰 Esempio 3: Coniuge senza figli
Situazione: Lucia muore senza figli, lasciando il marito Carlo e i genitori ancora in vita. Patrimonio: €180.000.
Divisione:
- Carlo (coniuge): 2/3 = €120.000
- Genitori: 1/3 = €60.000 (€30.000 ciascuno)
Rappresentazione: se un erede è premorto
Cosa succede se uno degli eredi è morto prima del defunto? Entra in gioco la rappresentazione (art. 467 c.c.): i discendenti dell’erede premorto subentrano al suo posto, nella stessa quota che gli sarebbe spettata.
💰 Esempio pratico
Situazione: Franco muore lasciando 2 figli: Anna (viva) e Paolo (premorto). Paolo aveva 2 figli (nipoti di Franco): Marco e Giulia. Patrimonio: €200.000.
Senza rappresentazione (ipotetica): tutto ad Anna.
Con rappresentazione (reale):
- Anna: 50% = €100.000
- Marco (nipote, figlio di Paolo): 25% = €50.000
- Giulia (nipote, figlia di Paolo): 25% = €50.000
I nipoti “rappresentano” il padre premorto e si dividono la sua quota.
La rappresentazione opera solo per discendenti (figli dei figli) e per fratelli/sorelle (i nipoti “di fratello” subentrano allo zio premorto). Non opera per il coniuge né per i genitori.
Diritto di abitazione del coniuge
Oltre alla quota ereditaria, il coniuge superstite ha un diritto speciale che molti ignorano: il diritto di abitazione sulla casa familiare e il diritto d’uso sui mobili che la arredano (art. 540 c.c.).
- Il coniuge può continuare ad abitare la casa per tutta la vita, anche se la proprietà passa (in quota) ai figli
- I figli non possono cacciarlo né costringerlo a vendere
- Questo diritto è aggiuntivo rispetto alla quota ereditaria
- Si applica solo alla casa dove la famiglia viveva abitualmente (residenza familiare)
Attenzione: il diritto di abitazione è un diritto reale che grava sulla casa familiare: di fatto può ridurre la disponibilità economica dell’immobile per gli altri eredi (valutazione legata anche all’età del coniuge). Nei casi con immobili e più eredi, può essere utile una stima.
Casi particolari
🤝 Unioni civili
Dal 2016 (Legge 76/2016, “Legge Cirinnà”), la parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso ha gli stessi diritti successori del coniuge. Tutte le quote indicate sopra si applicano identicamente.
❤️ Conviventi di fatto
L’unico diritto riconosciuto al convivente è quello di continuare ad abitare la casa comune per un periodo limitato (da 2 a 5 anni, in base alla durata della convivenza), ma non acquisisce la proprietà.
👶 Figli adottivi, naturali e legittimi
Tutti i figli hanno gli stessi diritti, senza distinzioni:
- Figli nati nel matrimonio
- Figli nati fuori dal matrimonio (riconosciuti)
- Figli adottivi (adozione legittimante)
Le quote si dividono sempre in parti uguali tra tutti i figli, indipendentemente dall’origine del rapporto di filiazione.
🚫 Indegnità a succedere
In casi gravi (omicidio o tentato omicidio del defunto, calunnia, falsificazione testamento, ecc.), un erede può essere dichiarato indegno e perdere il diritto all’eredità. Serve una sentenza del tribunale. I discendenti dell’indegno possono comunque ereditare per rappresentazione.
Procedura passo-passo
Anche senza testamento, devi comunque presentare la dichiarazione di successione (a meno che tu non rientri nei casi di esonero). Ecco i passaggi:
Richiedi il saldo alla banca
Chiedi la certificazione dei saldi e rapporti alla data del decesso. È il documento che richiede più tempo (5-15 giorni).
Raccogli i documenti
Certificato di morte, stato di famiglia, visure catastali, documenti di tutti gli eredi.
Determina le quote
Usa la tabella sopra per capire chi eredita e quanto. In caso di dubbi, consulta un professionista.
Presenta la dichiarazione di successione
Online con SPID/CIE oppure tramite CAF/commercialista. Hai 12 mesi dalla data del decesso.
Paga le imposte e sblocca i conti
Paga F24, ottieni la ricevuta, presenta i documenti alla banca per lo sblocco.
Documenti necessari
📋 Checklist documenti (7-10 tipici)
- Certificato di morte (Comune)
- Stato di famiglia storico del defunto (Comune)
- Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con elenco eredi
- Documenti di identità e codici fiscali di tutti gli eredi
- Certificazione saldo conti alla data del decesso (banca)
- Visure catastali degli immobili (Agenzia Entrate/Sister)
- Atti di provenienza degli immobili (notaio/Conservatoria)
- Documentazione debiti deducibili (mutui, spese funebri)
Per la tabella completa con indicazione di dove richiedere ogni documento, costi e tempi: vai alla sezione documenti.
Imposte e franchigie
Le imposte dipendono dal grado di parentela e dal valore dell’eredità. Ecco le franchigie principali:
| Erede | Franchigia | Aliquota oltre franchigia |
|---|---|---|
| Coniuge e figli | €1.000.000 ciascuno | 4% |
| Fratelli e sorelle | €100.000 ciascuno | 6% |
| Altri parenti (fino 4° grado) | Nessuna | 6% |
| Estranei | Nessuna | 8% |
Se ci sono immobili, si aggiungono imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%), oppure €400 fissi con agevolazione prima casa.
Errori da evitare
Ecco gli errori più frequenti nella successione senza testamento e le conseguenze concrete.
⚠️ Errori comuni e conseguenze
1. Sbagliare le quote ereditarie
Conseguenza: la dichiarazione viene respinta o richiede rettifica. Se le quote non sommano a 100% o non rispettano il Codice Civile, l’Agenzia delle Entrate blocca la pratica. Tempo perso: 2-4 settimane.
2. Dimenticare un erede
Conseguenza: l’erede escluso può impugnare la successione. Rischio di cause legali e divisioni giudiziali costose.
3. Non considerare la rappresentazione
Conseguenza: se un figlio era premorto e aveva figli, questi hanno diritto alla sua quota. Escluderli = errore nelle quote.
4. Confondere coniuge e convivente
Conseguenza: il convivente non è erede legittimo. Inserirlo nella dichiarazione come tale è un errore formale.
5. Ignorare il diritto di abitazione
Conseguenza: il diritto di abitazione è un diritto reale che grava sulla casa familiare e può incidere sui calcoli e sulla divisione (stima/valutazione economica). Ignorarlo porta spesso a ripartizioni “di fatto” sbagliate e conflitti tra eredi.
6. Presentare la dichiarazione in ritardo
Conseguenza: oltre i 12 mesi scattano sanzioni amministrative sull’imposta dovuta (con importi fissi se l’imposta è zero). L’importo varia anche in base alla data della violazione e si può ridurre con il ravvedimento operoso.
Domande frequenti
No. Il convivente di fatto non è erede nella successione legittima, nemmeno se la convivenza è registrata in Comune. Per tutelare il convivente serve un testamento. L’unico diritto riconosciuto è quello di continuare ad abitare la casa comune per 2-5 anni.
Sì. I figli adottivi (con adozione legittimante) hanno esattamente gli stessi diritti successori dei figli biologici. La quota si divide in parti uguali tra tutti i figli, senza distinzioni.
Dipende da chi rinuncia.
- Se rinuncia un figlio (o un discendente): di regola i suoi discendenti subentrano per rappresentazione (se esistono).
- Se rinuncia un fratello/sorella: possono subentrare i suoi figli (nipoti del defunto) nei casi previsti.
- Se rinuncia il coniuge o un ascendente: in genere non opera la rappresentazione; la quota si accresce agli altri chiamati secondo le regole della successione legittima.
Nei casi dubbi (minori, più rinunce, chiamati ulteriori) conviene farsi assistere.
No, nella successione legittima. Le quote sono fisse e stabilite dalla legge. Per lasciare quote diverse serviva un testamento. Dopo la successione, gli eredi possono accordarsi diversamente con una divisione consensuale, ma è una scelta volontaria.
Non necessariamente. La dichiarazione di successione si può presentare online in autonomia (con SPID) o tramite CAF/commercialista. Il notaio può servire per la divisione dei beni immobili o per consulenza su casi complessi, ma non è obbligatorio.
Sì, per la successione. Dal 2016 la parte dell’unione civile ha gli stessi diritti ereditari del coniuge: stesse quote, stessa franchigia (€1.000.000), stesso diritto di abitazione.
Hai 12 mesi dalla data del decesso. Oltre il termine si applicano sanzioni (ridotte con ravvedimento operoso). Consiglio: inizia a raccogliere i documenti subito, perché alcuni richiedono settimane.
Conclusione
La successione senza testamento segue regole precise stabilite dal Codice Civile. Una volta capito chi eredita e in quali quote, la procedura è gestibile in autonomia: raccogli i documenti, presenta la dichiarazione online, paga le imposte.
I punti critici da ricordare: le quote sono fisse (non puoi cambiarle), il convivente non eredita senza testamento, e il coniuge ha diritti speciali sulla casa familiare. Se il caso è semplice e i documenti sono in ordine, puoi fare tutto da solo. Se ci sono situazioni complesse (eredi all’estero, minori, beni in più province), valuta l’assistenza di un professionista.
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📚 Fonti normative: Codice Civile artt. 456-586 (Successioni) • Codice Civile artt. 467-469 (Rappresentazione) • Codice Civile art. 540 (Diritti del coniuge) • Legge 76/2016 (Unioni civili) • Normattiva • Agenzia delle Entrate — Dichiarazione di successione • Agenzia delle Entrate — Come e quando presentarla • Agenzia delle Entrate — Imposte